lunedì 17 maggio 2010

X° CONGRESSO SNAG

Ieri si è concluso a Firenze il X° Congresso Nazionale dello SNAG.
Trascrivo, qui di seguito, il testo dell'intervento che ho effettuato nel corso del dibattito.
Il Congresso ha eletto il sottoscritto e Gino Cerboncini quali componenti del Consiglio Nazionale.
Il Consiglio Nazionale ha poi eletto il sottoscritto quale membro della Giunta Nazionale.
Quando, 40 anni fa, incominciai l’attività di giornalaio, l’agenzia di distribuzione aveva il magazzino nel centro storico di Lucca, in un locale adibito, in tempi “antichi”, al ricovero di animali, presumo cavalli, tant’è che c’era ancora una mangiatoia in pietra.
Le rivendite fornite dall’agenzia erano circa una sessantina.
Da allora abbiamo dovuto subire quattro passaggi della proprietà dell’agenzia e sette spostamenti dei magazzini di distribuzione: oggi i capannoni si trovano a Migliarino, in provincia di Pisa, e l’attuale agenzia serve quasi mille rivendite dislocate nelle province di Lucca, Massa Carrara, Pisa e Pistoia.
Ovviamente non possiamo contrastare questa strategia logistica che sta portando, su tutto il territorio nazionale, alla scomparsa di piccole e medie distribuzioni locali sostituite da mega agenzie con l’intento di risparmiare sui costi.
Purtroppo, tutto questo va a incidere negativamente sulla qualità dei servizi ed è inutile che stia qui a elencare gli svantaggi perché li conoscete benissimo.
Quello che mi interessa evidenziare è il fatto che la creazione di queste mega agenzie rende assai difficile – specie quando sono aggregate più province – il rapporto con le strutture sindacali locali.
Per spiegarmi meglio parlo della mia zona.
Fino a qualche anno fa, era il 2004, il distributore locale operava unicamente su una parte della provincia di Lucca.
Tutte le problematiche attinenti ai vari servizi e anche quelle con gli editori e/o i distributori nazionali erano affrontate e gestite dal Sindacato Provinciale che, bene o male, interveniva, cercava un dialogo o minacciava azioni di protesta per risolvere questioni che, per loro natura, avevano carattere prettamente locale.
Raggiunto un accordo, questo veniva applicato a tutte le 240 rivendite della piazza grazie anche al fatto che lo SNAG era l’unico sindacato presente e rappresentava quasi l’ottanta per cento degli edicolanti.
Adesso tutto questo non è più possibile. L’agenzia di Lucca è stata acquistata da un distributore che operava già a Pistoia e Montecatini Terme, che ha ulteriormente allargato la sua zona inglobando la Versilia, la provincia di Pisa e, per ultimo, quella di Massa Carrara.
Pertanto, quando sorge una qualsiasi problematica (se non è proprio locale) sono interessate circa mille rivendite e, se si ravvisa l’opportunità di aprire un tavolo di confronto con l’agenzia, è necessario coinvolgere tutti i Sindacati attivi nella zona di distribuzione.
Nella zona servita da tale mega agenzia, lo SNAG è attualmente rappresentato da tre Sindacati Provinciali (Lucca, Pisa e Pistoia) e da un Sindacato Circondariale (Montecatini Valdinievole) che potrebbero anche operare autonomamente senza alcun obbligo di concordare tra loro una linea comune con il rischio, quindi, di sedersi al tavolo delle trattative proponendo quattro soluzioni diverse, forse anche contrastanti, alle quali vanno aggiunte quelle dei quattro rappresentanti del Sinagi, dei quattro del Fenagi, ecc.
Comunque, restando nell’ambito SNAG, oggi ci dobbiamo muovere con segnalazioni distinte, con circolari separate, con interventi disgiunti senza contare che, presentandoci singolarmente, abbiamo una forza contrattuale inferiore a quella effettiva.
D’accordo che, almeno per quanto riguarda lo SNAG, non siamo così stupidi: ci sentiamo prima, parliamo, concordiamo gli interventi ma …. Oggi è così, nel futuro le cose potrebbero anche cambiare e certamente non sarebbe produttivo per la categoria avere dei rappresentanti sindacali di una stessa sigla che si presentano alle controparti con posizioni non univoche.
Credo che in un futuro molto prossimo assisteremo con sempre maggior frequenza alla sparizione delle piccole agenzie distributive per cui i problemi evidenziati interesseranno tutta la rete di vendita, tutte le nostre strutture sindacali.
Dobbiamo, quindi, trovare una soluzione che rafforzi il “peso” dello SNAG e che consenta una sinergia operativa tra i Sindacati locali.
Prima soluzione.
Gli articoli 10 e 12 dello statuto prevedono la costituzione del Sindacato Regionale dove esistono almeno tre strutture Provinciali e/o Circondariali. Tra i propri compiti il Regionale ha anche quello di “promuovere iniziative di comune interesse locale per la categoria”.
Pertanto, essendo il Consiglio Direttivo Regionale composto da un rappresentante per ogni Consiglio Provinciale e/o Circondariale, credo che il Presidente (o un Vice Presidente) del Sindacato Regionale abbia tutti i titoli necessari a rappresentare unitariamente i singoli Sindacati locali in tutte le questioni che investono gli interessi degli edicolanti associati che, appartenendo a una medesima zona distributiva, hanno le stesse identiche problematiche da risolvere ovviamente nello stesso modo.
Ma quanti sono i Sindacati Regionali costituiti ed effettivamente funzionanti?
Quanti Consigli Direttivi Provinciali e/o Circondariali hanno chiesto al Presidente Nazionale dello SNAG di convocare le Assemblee costitutive dei Sindacati Regionali?
In Toscana abbiamo un “Coordinamento” Regionale, l’amico Andrea Innocenti in questi anni ha ripetutamente partecipato ai nostri incontri con i responsabili dell’agenzia ma non è esattamente un Sindacato Regionale così come previsto dallo Statuto.
Seconda soluzione.
Creare un Coordinamento interprovinciale con un unico responsabile che abbia il compito di rappresentare ufficialmente i vari sindacati SNAG locali in tutti i casi in cui la problematica da affrontare riguardi l’intera piazza di distribuzione.
Sarebbe auspicabile che il Coordinamento avesse un riconoscimento effettivo, magari una sede che può benissimo coincidere con la sede di uno dei Sindacati “coordinati”.
Il Coordinatore dovrebbe naturalmente essere scelto tra uno dei membri dei Direttivi dei Sindacati locali, eventualmente con un avallo della Presidenza Nazionale.
Per quanto ci riguarda, stiamo procedendo in tal senso: i Provinciali SNAG di Lucca, Pisa, Pistoia e il Circondariale di Montecatini Valdinievole hanno compiuto alcuni interventi congiunti sul distributore locale “inventandosi” un Coordinamento interprovinciale senza però identificare, per il momento, un unico referente effettivo e una sede precisa.
Certo è che se il Coordinamento si presentasse con un riconoscimento, con l’imprimatur del Sindacato Nazionale, avrebbe sicuramente un “peso” maggiore.
Da non dimenticare che un unico organo che rappresenti la somma di tutti gli iscritti provinciali e circondariali dà una valenza maggiore anche alle strutture con pochi associati che, presentandosi separatamente, avrebbero scarse speranze di essere ascoltate.
Da non sottovalutare, inoltre, il fatto che anche gli “amici” del Sinagi stanno valutando di creare in tutte le province toscane dei Coordinamenti sindacali paritetici insieme al Fenagi Confesercenti.
Ma non è questo il senso della mia proposta. Non voglio sostenere nessuna “Santa Alleanza” con gli altri Sindacati, il nostro DNA è completamente diverso: auspico unicamente che sia attivato un organo di sinergia tra i rappresentanti locali dello SNAG.
Non credo che mettere in atto una delle due soluzioni suddette significhi impoverire l’importanza dei Sindacati Provinciali e/o Circondariali. In entrambe le ipotesi, la persona preposta a rappresentarli unitariamente opererà ovviamente in conformità alle indicazioni scaturite da incontri preventivi con i responsabili locali.
In pratica, si tratterebbe solo di identificare ufficialmente un unico “portavoce” cui le varie controparti dovranno fare riferimento andando in tal modo anche ad alleggerire gli impegni dei Vice Presidenti Nazionali nelle zone di loro competenza.
Personalmente ritengo che affidare ad un “Coordinamento Interprovinciale” anziché al Sindacato Regionale il compito di dirimere le controversie con le mega agenzie sia preferibile per vari motivi: assenza di costi aggiuntivi, struttura più snella e veloce rispetto al Regionale, conoscenza più approfondita delle problematiche della piazza.
Gli editori, i distributori nazionali e quelli locali continuano tranquillamente e ripetutamente a violare l’Accordo Nazionale, la FIEG è latitante, l’Organo di Conciliazione e Garanzia è bloccato, le iniziative di protesta proposte a Roma nell’Assemblea Nazionale Unitaria delle Organizzazioni Sindacali non sono ancora partite.
E i rivenditori sono stanchi, sempre più lontani dal Sindacato, limitano le loro segnalazioni solo a casi personali per poi sparire nuovamente nel limbo dei rassegnati e questa remissività spalanca le porte all’arroganza degli editori, dei distributori nazionali e locali.
Credo che sia inutile pensare a manifestazioni unitarie o a forme di protesta simultanea a livello nazionale, le passate esperienze non possono certamente spingerci in tale direzione.
Dobbiamo dare, allora, una maggiore incisività alle azioni locali cercando di coinvolgere in modo più organico i rivenditori dell’intera piazza distributiva puntando, senza inutili voli pindarici e in attesa di tempi migliori, a ottenere il rispetto dell’Accordo Nazionale, il riconoscimento dei nostri diritti, la tutela dei nostri interessi legittimi.
E questo non può essere conseguito chiamando in causa una FIEG sempre più alla macchia o ricorrendo a un Organo di Conciliazione e Garanzia congelato da più di un anno ma solo applicando il vigente Accordo Nazionale, usando gli strumenti che lo stesso contiene.
Respingiamo tutte le pubblicazioni non conformi alle leggi in vigore, rifiutiamo tutti i prodotti che non rispettano l’Accordo Nazionale, utilizziamo le forniture esuberanti degli eterni ricopertinati e ribollinati - che hanno l’unico scopo di parificarci a un bancomat – come moneta contante per saldare i nostri estratti conto.
Restituiamo alla scadenza prevista le pubblicazioni non richiamate, pretendiamo la regolarità negli accrediti delle rese e nell’emissione degli estratti conto.
Sono tutte cose legittime: è inutile aspettare ulteriori input in tal senso dal Sindacato Nazionale, sono già stati dati.
Sono azioni che possono essere messe in atto dalle strutture locali e che, ovviamente, avranno un impatto maggiore se coordinate come sopra detto.
Concludendo, un’ultima riflessione.
L’art. 10 dell’Accordo Nazionale fissa i compiti dei singoli soggetti della filiera e sono:
- otto per l’editore e/o il distributore nazionale
- sedici per il distributore locale
- dieci per il rivenditore.
Possibile che le nostre “amate” controparti ci ricordano sempre di rispettare i nostri dieci doveri dimenticando i loro ventiquattro?

Lucio Toffetti

3 commenti:

  1. Alessandro Rosa17 maggio 2010 21:37

    Grande Toffetti, bell'intervento, bel congresso e....bella squadra.

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  2. Ciao Lucio

    volevo soffermarmi sui contenuti del tuo discorso...Ma scusa, il Regionale non potrebbe fare quello che reputi debbano fare i Provinciali riuniti in un coordinamento? Troppe paratie, salvano dall'acqua, ma ora che le apri fai in tempo a morire. Dimmi cosa ne pensi. Complimenti per la tua elezione.
    P.S.
    Io ti avrei votato due volte, ma poi me la davano nulla :-))

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  3. Certo che lo può fare anche il Regionale tant'è che è una delle due soluzioni proposte. Ritengo però preferibile il coordinamento sia perchè mi sembra una struttura più snella sia per i costi senz'altro più ridotti. Lasciamo al Regionale l'aspetto politico, i contatti con la Regione e quant'altro possa portare ad un rafforzamento delle strutture locali ma credo che i veri problemi sentiti dai rivenditori nascano soprattutto dai rapporti con l'agenzia e chi meglio di un coordinatore che è sulla piazza distributiva può cercare di risolvere?
    Le paratie sarebbero comunque su due canali diversi e poi quanti sono oggi i Regionali costituiti e veramente funzionanti?
    Ripeto però che Regionale o Coordinamento l'importante è che siano urgentemente poste in essere azioni sinergiche sulle piazze dove distributori locali sempre più potenti diventano ogni giorno più arroganti.
    Grazie per i complimenti peraltro da ricambiare.
    Meno male che non mi hai votato due volte altrimenti rischiavo di superare il cento per cento dei voti validi.

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